Aperitivo Delle Cose #2: Sfida per la casa 2

Nel secondo appuntamento con l’Aperitivo delle Cose si è ripreso il discorso del webinar precedente: la sfida degli oggetti connessi nell’ambiente domestico. Si sono confrontati Alberto Degradi di Cisco Italia, Cristian Brugnetti di N&W, Alessandro Viganò di Daikin Italia e Federico Italiano di Tado.

Alberto Degradi: Si sta verificando un fenomeno importante: la crescita del traffico di rete e l’utilizzo delle applicazioni sul mobile e sul cloud. L’internet delle cose sarà un ulteriore elemento di crescita sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. I dati (per esempio la temperatura o i consumi energetici della casa) hanno un alto valore: opportunamente utilizzati consentiranno di raggiungere degli obiettivi in modo sostenibile. La rete è il centro di tutto l’ecosistema perchè ormai il poter comandare un dispositivo ovunque siamo tramite essa è un’esigenza («se non è mobile non funziona, non si vende»). Siamo nella early-stage, “i dialetti” dei vari oggetti devono essere armonizzati, deve essere fatta un’infrastruttura comune per trasferire i dati.

Cristian Brugnetti: N&W si occupa di distribuzione automatica. Dal gennaio 2017 i gestori delle macchine saranno obbligati ad inviare i dati di vendita, perciò ogni macchina sarà geolocalizzata e collegata ad una infrastruttura. Anche il distributore automatico si è adattato al trend dei touchscreen, potendo fornire per esempio le informazioni nutrizionali dei prodotti o regolare gli ingredienti delle bevande. La nuova normativa faciliterà la manutenzione preventiva, lo studio dei consumi dell’utente finale, l’integrazione con nuove app che si interfacciano con i distributori. Attualmente vengono utilizzati dispositivi GSM mentre i nuovi modelli supporteranno connessioni wireless/ethernet.

Alessandro Viganò: Daikin investe sull’innovazione ed è stata tra le prime aziende ad investire sul controllo remoto. Dall’utente finale il controllo remoto è visto come un gioco anche se le funzionalità non sono più quelle del semplice telecomando. In ambito business è possibile avere funzionalità come la manutenzione predittiva mentre in ambito consumer per ora non viene considerata perchè il climatizzatore non ha una manutenzione frequente. Per il futuro si vede un passaggio da interazione utente-apparecchio ad un’apparecchiatura che parla con l’utilizzatore.

Federico Italiano: Tado è un’azienda tedesca il cui nome è la combinazione di due parole giapponesi che significano “benvenuto a casa”. L’obiettivo del fondatore, studente a Boston in casa con altri colleghi, era abbattere i consumi (e di conseguenza i costi) del riscaldamento senza doversi preoccupare delle impostazioni. Il termostato, in modalità automatica, tramite un’app sugli smartphone associati (potenzialmente infiniti) li geolocalizza ed accende o spegne il riscaldamento. L’algoritmo con cui funziona rileva la posizione, la velocità di avvicinamento o allontanamento dall’edificio e le condizioni meteo esterne attraverso il cloud. Il prodotto nasce per essere trasparente e funzionare senza l’intervento manuale dell’utente. Nei prossimi mesi Tado Care consentirà all’installatore di supervisionare la caldaia da remoto per sistemare eventuali malfunzionamenti.

Altre considerazioni che sono venute fuori durante il confronto:

È importante passare dal prodotto al servizio, cioè elaborare e filtrare i dati per fornire API che consentano di comunicare con le varie componenti della casa. Gli stessi dati poi possono essere utilizzati per fornire assistenza e manutenzione o per aggiornamenti software personalizzati.

La direzione futura nei distributori automatici è capire quali sono le funzionalità che possono essere d’aiuto all’utente finale. Le app sono il primo passo, il secondo è la fidelizzazione legata alle abitudini e i consumi.

Nel prossimo appuntamento si parlerà di Bitcoin e Blockchain. Stay tuned!




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